senza titolo

Se una cosa non la conosco non vuol dire che non esiste.
Pensare a prescindere perchè non la vedo che non ci sia è una visione parziale e sterile.
Non riconoscere cosa c’è che non va (in me e in whatever else) mi porta a essere una persona frustrata.
E proprio la non conoscenza mi porta a prendermela anche ove non necessario (o a casaccio) nella mia vita con chi mi sta attorno.
Il panico che io provo, i sensi di colpa, la confusione derivano da – appunto – non sapere esattamente da dove mi trovo e poi dagli obbiettivi che voglio raggiungere.
E la rabbia che alle volte sfocia contro gli altri deriva da non saper spiegare come mi sento e dirgli in cosa concernono le sue responsabilità.
Le persone spesso si fanno carico di tanti oneri e doveri – (io per prima) – e alle volte sono assenti (capita anche a me). Sarebbe di aiuto che mi facessi carico delle mie responsabilità. In modo da essere pronta e preparata ove si richiedano da me cose che non mi riguardano e saper mantenere la mia posizione, e sostenere il peso delle responsabilità che mi competono davvero. Si evitano sforzi inutili e si raggiunge una consapevolezza che è come un respiro di sollievo.
Spesso quando ci sono dei disguidi entrambe le parti si lamentano del fatto che ci sono cose che l’altra persona non capisce ma tutte e due le pretendono a gran voce senza più spiegare quello che ci sta a cuore. Forse si da per scontato che dopo tot tempo di frequentazione le dinamiche e le regole debbano essere assunte. Alle volte invece cose che ci stanno a cuore si è smesso di dirle. Alle volte si pensa che l’altro sia fatto così, e che alcune di quelle cose importanti non lo sono poi così tanto, e che visto che ci si vuole bene, si possono tralasciare in funzione del più ampio respiro di quella persona specifica. E spesso si smette di lottare.
Pirsig dice che bisogna smettere di considerare il blocco come una cosa negativa. E’ quella cosa che ci migliora, che ci fa rendere conto che così non funziona più e che si devono trovare nuove strade e nuovi modi per arrivare all’efficienza. E non è detto che duri a lungo. E’ un continuo divenire.
Non sono fiera di me. Ma non perchè non sono più la brava bambina che gli altri si aspettano che io sia.
Non sono più una bambina, già da un pò anche…






