Se una cosa non la conosco non vuol dire che non esiste.
Pensare a prescindere perchè non la vedo che non ci sia è una visione parziale e sterile.
Non riconoscere cosa c’è che non va (in me e in whatever else) mi porta a essere una persona frustrata.
E proprio la non conoscenza mi porta a prendermela anche ove non necessario (o a casaccio) nella mia vita con chi mi sta attorno.
Il panico che io provo, i sensi di colpa, la confusione derivano da – appunto – non sapere esattamente da dove mi trovo e poi dagli obbiettivi che voglio raggiungere.
E la rabbia che alle volte sfocia contro gli altri deriva da non saper spiegare come mi sento e dirgli in cosa concernono le sue responsabilità .
Le persone spesso si fanno carico di tanti oneri e doveri – (io per prima) – e alle volte sono assenti (capita anche a me). Sarebbe di aiuto che mi facessi carico delle mie responsabilità . In modo da essere pronta e preparata ove si richiedano da me cose che non mi riguardano e saper mantenere la mia posizione, e sostenere il peso delle responsabilità che mi competono davvero. Si evitano sforzi inutili e si raggiunge una consapevolezza che è come un respiro di sollievo.
Spesso quando ci sono dei disguidi entrambe le parti si lamentano del fatto che ci sono cose che l’altra persona non capisce ma tutte e due le pretendono a gran voce senza più spiegare quello che ci sta a cuore. Forse si da per scontato che dopo tot tempo di frequentazione le dinamiche e le regole debbano essere assunte. Alle volte invece cose che ci stanno a cuore si è smesso di dirle. Alle volte si pensa che l’altro sia fatto così, e che alcune di quelle cose importanti non lo sono poi così tanto, e che visto che ci si vuole bene, si possono tralasciare in funzione del più ampio respiro di quella persona specifica. E spesso si smette di lottare.
Pirsig dice che bisogna smettere di considerare il blocco come una cosa negativa. E’ quella cosa che ci migliora, che ci fa rendere conto che così non funziona più e che si devono trovare nuove strade e nuovi modi per arrivare all’efficienza. E non è detto che duri a lungo. E’ un continuo divenire.
Non sono fiera di me. Ma non perchè non sono più la brava bambina che gli altri si aspettano che io sia.
48 di voi sono passati e andati. Magari tornano… Chi lo sa, magari mi han trovata cercando “asroma 4 ever”… Hola fratello!
Ma i restanti che mi vengono a trovare?
Fatemi un saluto ogni tanto…
E sto parlando con Free, Miriam, Alessio, Vale, Rita, Amici di Erika, Amici di Anne / shade, Manu, amici del Kharma, amici della FreeFlyZonetutti insomma…
(PARLATO)
Questa è la canzone più allegra del mondo. È una canzone che possono cantare grandi e piccini,
medi ed anziani, piccoli e grandi e via e via e via…
Privatizziamo il debito pubblico! Sciogliamo le camere! L’emendamento in contumacia!
Questa è una canzone che non ha niente a che vedere con la politica.
Chiunque si riconosca è puramente casuale. Il titolo è ‘Quando penso a Berlusconi‘.
È la canzone dell’allegria di vivere in Italia: L’Italia!! Il paese più bello del mondo.
Ma vogliamo… ma vogliamo sdilungarci nell’Italia? Ah, che soddisfazione lo sdilungamento italiano.
È la mia sensazione di quando mi sveglio la mattina a letto e dico:
‘Ma dove sono? Ma, ma che sono veramente italiano?’.
Non ci credo io stesso alle mie.. a…, a…, a… Ma andiamo avanti!
È la gioia di vivere, di essere contemporaneo dei contemporanei,
di vivere nella terra… Ma andiamo avanti! Ma ve la voglio cantare più che dire! Attacca banda!
(CANTATO)
Ah, che bellezza essere italiano
quando al mattino l’aria s’improfuma,
quando al barista chiedo da lontano
‘Augusto, un cappuccino senza schiuma!’.
E mentre lo sorseggio mi ci beo
e penso alla Madunina e al Colosseo
e mentre penso al Ponte dei Sospiri
senza volerlo vado su di giri.
Penso ai Bronzi di Riace
e il mio corpo si compiace
e mi eccito parecchio
quando penso a Ponte Vecchio…
Ma poi penso a Berlusconi
e mi si sgonfiano i coglioni.
Mi si sgonfiano le palle
non so piu’ dove cercarle.
Quando penso a quel biscione
mi si abbassa la pressione.
L’apparato genitale
c’ha un collasso verticale
Quando penso a Berlusconi
il testicolo s’ammoscia
tutto il corpo mi s’affloscia
ogni cosa mi va giù
e non si rizza più.
Non mi si rizza più.
(CANTATO)
Ma è sempre bello essere italiano
ai tempi nostri e a quelli di Ben Hur,
Colombo, Dante, Cesare, Tiziano
e Camillo Benso conte di Cavour.
Sorseggio il cappuccino e mi ci beo
pensando a Garibaldi, a Galileo
poi mi sento il corpo turgido, gagliardo
se penso che discendo da Leonardo.
Penso a Coppi sul Tonale
e mi sale su il morale
e mi sale un’erezione
quando penso a Cicerone.
Ma poi ripenso a Berlusconi
e mi si sgonfiano i coglioni.
Mi si risgonfiano le palle
e non so più dove cercarle.
E quando penso a quel biscione
mi si abbassa la pressione.
L’apparato genitale
c’ha un collasso verticale.
Quando penso a Berlusconi
il testicolo s’ammoscia
tutto il corpo mi s’affloscia
ogni cosa mi va giù
e non si rizza più.
Non mi si rizza più.
(CANTATO)
Che bella che è la femmina italiana
vestita, nuda, rossa, mora o bionda.
Iersera sono uscito con Luana
che c’ha un sorriso come la Gioconda.
E ha due monti rosa dentro al reggiseno
e gli occhi color del lago Trasimeno.
Insomma il corpo come lo Stivale
e monti, vallate e parco Nazionale.
Eravamo su un bel prato
fra il profumo della menta
quando lei mi ha sbottonato
sussurrando ‘Mi consenta‘.
Ciò che sembrava una locomotiva
è diventato un nocciolo d’oliva
e Luana, da italiana, non ci crede
e mi domanda ‘Amore che succede?’.
Io mi arrabbio e dico
‘Dai, mi domandi cosa c’è?
Ma tu ancora non lo sai
quel che mi succede a me?’
(PARLATO)
Luana, ma porca della miseriaccia zozza!
Ma sei rimasta l’unica in Italia, nel mondo anzi, a non sapere il germe batterico che mi contrae il corpo. Non mi devi parlare di quella cosa là nel momento culminante dell’attimo suadente.
Te lo dico per l’ultima volta Luana, ma non te lo devi scordare. A me, io,
(CANTATO)
Quando penso a Berlusconi
mi si sgonfiano i coglioni.
Mi si sgonfiano le palle
non so più dove cercarle.
Quando penso a quel biscione
mi si abbassa la pressione
e l’apparato genitale
c’ha un collasso verticale.
Quando penso a Berlusconi
il testicolo s’ammoscia
mi si appoggia sulla coscia,
mi va tutto alla rovescia.
Il morale mi si sfascia,
non mi scappa più la piscia.
Si sfrantuma la brioscia
mi diventa moscia, moscia.
Si scaloscia la bagascia
ogni cosa mi va giù
e non si rizza più.
Non mi si rizza più.
serata riflessione
vogliamo parlare del mal di testa??
e della voglia di andare a ballare…
cose insolite
tipo di quelle che boh capisci qualcosa ma nn sai esattamente cosa
che la testa dove ce l’hai
il prepararsi insieme a rita
nn le si allacciano più i pantaloni.
eh, ora sei doppia ^_____^
cuoricini :love:
mio marito ^______^
il mio personale autista a cui faccio da navigatore, per il ritorno al cellulare XD
enrico surprise
la musichetta tipo c’eravamo tanto amati o tipo come eravamo o tipo era tanto un bravo ragazzo… xò belle le foto
Bellissima “test” che ho trovato sul blog della fratella!
Dieci cose che vorresti dire a 10 persone diverse in questo momento (non fare nomi):
ps: le cose che vorrei dire di solito le dico!
mi piacerebbe che tu avessi problemi seri, non perchè ti auguro del male, ma perchè così sapresti qual’è la differenza tra paturnie e problemi
non puoi pretendere dagli altri cose che tu non fai, almeno sii consapevole della tua incoerenza ma stai attenta a non farne una bandiera
non mi fido del tuo rinsavimento, o meglio, non ci voglio credere ancora, perchè giuro che un’altra delusione da te non so se la sopporterei (e te assieme alla delusione)
non riesco a capire che cosa ti passa per la testa ultimamente… mumble mumble nella tua testolina, me lo spieghi? ma lo sai?
sei la persona più importante della mia vita, sei la cosa che mi fa crescere e ogni giorno cambiare e migliorare, vorrei che tutti potessero avere quello che ho io, ma non avere te, sei mio ecco!
sono felice di essere ancora qui, mi avrebbe pianto il cuore ad andare via
vorrei che fossi ancora vivo
vorrei che fossi nato
vorrei che vivessi per sempre
grazie
Nove cose che ti riguardano:
sto imparando a dire di no
sto mangiando una caramella gommosa frizzina yumm bbona! ^____^
mi taglierei entrambe le mani per alcune persone
io e la geografia siamo incompatibili, ma mi sto applicando
non sono una persona che dimostra il suo affetto con le telefonate
sono molto emotiva ma ho imparato la razionalitÃ
cerco sempre di capire gli altri anche se hanno torto
mi faccio continuamente esami di coscienza
adoro l’armonia in tutte le sue forme, escluso l’ordine
Otto cose per conquistarmi:
buon senso
massaggi e contatto fisico
fatti e non pugnette
riconoscere i propri difetti
ironia e cinismo
non prendersi troppo sul serio
un sorriso spontaneo
oink!
Sette cose a cui penso spesso:
se posso essere utile alle persone che amo
non essere di disturbo
lavoro
indipendenza economica
come dire le cose nel modo più efficace per farmi capire dalla persona con cui parlo
cibo
fotò fotò fotò
Sei cose che non vorresti non aver mai fatto:
aver detto si quando era no
smesso gli studi per lavorare
non aver preso più alla leggera alcuni rapporti
col senno di poi vorrei non aver fatto sesso con nessuno prima di mio marito, anche se in parte è proprio così
non pervenuta
non pervenuta
Cinque cose che mi disgustano in un/a ragazzo/a:
la mancanza di ambizione, intellettuale, sociale, lavorativa ecc.
un atteggiamento viscido o opportunista
i muscoli fini a se stessi
la mancanza di polso
ogni buco è trincea?
Quattro cose che mi eccitano in un/a ragazzo/a:
autoironia
la cosiddetta V
un approccio sensuale e intrigante
voce
Tre smiles che descrivono la tua vita:
: D
:*
;P
Due cose che vuoi prima di morire:
fare molti viaggi – in giappone
lasciare un segno
Una confessione:
sono davvero così come mi vedete, ma non lo sarò per molto
Più che a uno scatolone, il nostro Funghetto di Arcore in doppiopetto mi ricorda quelle vecchie radio quadrate di mio nonno con tutte le manopoline. Ma ha ragione, rilassiamoci e godiamo. Come dice Richard Prior a Gene Wilder nel divertentissimo “See no Evil, Hear no Evil”, quando stanno per essere arrestati: “In fondo il carcere non è poi tanto male, se ti piace prenderlo in…”.